Il diritto di indicizzazione: l’altra faccia di Google News

Pubblicato il 18/06/2013 · Pubblicato in dibattito, internet, notizie

Svariate vicende hanno visto coinvolto Google News in relazione alla sua attività di indicizzazione delle notizie e al servizio di inserzione pubblicitaria AdSense ad esso correlata.

In Francia Google ha acconsentito a finanziare un fondo di sostegno all’editoria, di 60 milioni di euro. In Belgio si è pure raggiunto un accordo di collaborazione fra Google News e gli editori, grazie al quale sarà data visibilità ai contenuti editoriali mediante appositi servizi premium. La Germania, oltre ad avere ipotizzato una Google Tax, in occasione della recente riforma della legge sul diritto d’autore, ha consentito la ripresa di singole parole o frammenti di testo di piccole dimensioni. Una posizione decisamente di contrasto è stata invece assunta dagli editori brasiliani, che hanno scelto di uscire in toto dal sistema di indicizzazione di Google News.

Nei vari paesi si stanno ricercando necessari equilibri, in modo di bilanciare da un lato i vantaggi economici di cui gode Google attraverso i servizi promozionali offerti in parallelo a Google News e, dall’altro lato, i benefici che derivano dal sistema di indicizzazione stesso, in termini di visibilità e facilità di selezione dei contenuti di interesse.

Nello stesso tempo, al di là dei rapporti fra i soggetti coinvolti, che si ritrovano in una relazione di inevitabile simbiosi fra loro, il tema che sta emergendo è anche legato a come e se compensare questo peculiare diritto di utilizzazione dei contenuti editoriali, sul cui profilo patrimoniale sembra essersi focalizzata l’attenzione delle associazioni degli editori.

Da un lato, la ripresa di brevi estratti di testo, potrebbe essere considerata in linea teorica un’utilizzazione libera. Ma i risvolti profittevoli di AdSense sembrano connotare diversamente questa attività di indicizzazione, così da far sorgere richieste di compensazione economica ulteriori, non lontane da quelle che il nostro sistema qualifica come “diritto a compenso” o come royalties legate a licenze di sfruttamento di diritti patrimoniali d’autore.

E – volendo andare oltre – se davvero di diritto a compenso o di royalties si dovesse parlare, il tema che pure si sta profilando all’orizzonte è quello legato ai criteri di ripartizione di tali fees agli autori dei contenuti indicizzati o agli editori. E forse, da questo punto di vista, sarebbe proprio Google ad avere la disponibilità degli strumenti di misurazione utili ad offrire delle risposte.

Proprio gli algoritmi di Google News potrebbero infatti essere i misuratori privilegiati delle ipotizzate retribuzioni degli autori o editori, secondo un criterio premiale basato sull’effettiva indicizzazione e visibilità raggiunta attraverso il web.